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Ricciuti, il capitano della grande Virtus Lanciano che non sfondò nell’Inter

di Andrea Rapino (articolo tratto da www.lanciano24.it)

Quando la Virtus Lanciano sta ancora muovendo i primi passi, c’è già un lancianese che tentava di mettersi in mostra sui palcoscenici migliori del calcio italiano: Lino Ricciuti, nato nel 1905 nel quartiere di Santa Maria Maggiore ed emigrato 15enne a Milano con la famiglia, che nei primi anni ’20 si forma nell’Inter.

Con i nerazzurri esordisce nella massima serie, sei anni prima della creazione della A a girone unico, e perciò l’ala sinistra frentana è probabilmente il primo abruzzese a mettere piede nella massima categoria del football italiano, seppur senza troppa fortuna.

Ricciuti infatti con l’Inter gioca una sola partita in campionato, quando viene schierato a Marassi nell’aprile del 1924, contro il Genoa che di lì a poco sarebbe diventato campione d’Italia: finisce 5-1 per la corazzata rossoblù. Per il resto, Ricciuti a Milano colleziona solo partite con la squadra riserve nell’Inter e apparizioni in tornei minori.

Ala poco prestante fisicamente, seppur dotato di buona tecnica, velocità e senso del gol, il giovane lancianese ha poco spazio in una squadra che è sì ancora lontana dalla sua epoca d’oro, ma schiera comunque atleti di primo piano, come il sette volte capitano della nazionale azzurra Cevenini III o il futuro campione del mondo Armando Castellazzi. Al tempo inoltre non esistono le sostituzioni, e non è facile ritagliarsi spazio.

L’avventura di Ricciuti all’Inter finisce nel 1927: si svincola e torna a Lanciano, dove la Virtus, club nel quale il fratello gemello Dino riveste il ruolo di portiere, si prepara a spiccare il volo. E proprio in Abruzzo Ricciuti è finalmente profeta in patria: subito capitano, guida i rossoneri alla vittoria del campionato regionale nel 1928, ed è uno dei trascinatore della squadra che, nelle due stagioni successive, si afferma come la prima della regione.