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Tanju Colak: Fuga di Mezzanotte dagli anni Ottanta

di Jean Philippe ZITO

Conoscerà la galera, Tanju Çolak. La galera turca. Un incubo che a ovest di Istanbul è stato creato da ‘Fuga di mezzanotte‘. Un film che ha fatto rabbrividire i garantisti di mezzo mondo. Con quella pellicola si è creato un mito negativo, come se non esistessero altrove prigioni più disumane di quelle turche. Ma il mito ha funzionato. E adesso immagineremo Tanju Çolak, un tempo grande campione del calcio turco, alle prese con un secondino un po’ sadico, in una cella umida, maleodorante e battuta dal sole. Se di droga si tratta in ‘Fuga di mezzanotte’, la storia vera di Çolak parte dall’acquisto di una Mercedes rubata. Un reato punito molto severamente in Turchia. E ancora, a differenza del film, l’arresto non avviene all’aeroporto di Istanbul, ma dopo una ancora più drammatica fuga in Macedonia, alla ricerca di una libertà che i giudici di Skopje non gli hanno accordato”. È il quotidiano la Repubblica che descrive, in un dettagliato articolo dell’Agosto 1994, l’arresto dell’attaccante con la media realizzativa più alta del calcio turco. Dopo essersi costruito una carriera invidiabile, battendo record e conquistando titoli, vive l’inferno della carcerazione.

Tanju Çolak nasce il 10 Novembre del 1963 a Samsun, una città della Turchia settentrionale che si affaccia sul Mar Nero. Inizia a giocare a pallone in strada con i suoi amici d’infanzia, per poi entrare nelle giovanili del Samsun Yolspor nel 1973 a 10 anni.

Dopo 8 anni, nei quali compie tutta la trafila delle squadre juniores, è pronto per il grande salto. Nel 1981, a diciotto anni compiuti, viene acquistato dalla squadra più importante della città, il Samsunspor.

Ottiene subito il posto da titolare nella stagione 1981/82, che vede il Samsunspor impegnato nella seconda serie turca, la Türkiye 2 Futbol Ligi. Al primo anno da professionista Tanju è subito il miglior marcatore della propria squadra con 12 reti, che sono fondamentali per la promozione nella massima serie turca: la Türkiye 1.Lig.

L’anno successivo i suoi 16 gol (nuovamente miglior marcatore del Samsunspor) lo vedono a fine anno dietro solamente al Capocannoniere del Fenerbahçe (Campione di Turchia), Selçuk Yula. Purtroppo la sua innata capacità realizzativa non impedisce al Samsunspor di retrocedere nella serie cadetta.

Nel 1983/84 riesce a mettere a segno 12 gol, ma il risultato del Samsunspor è deludente: terzo posto in classifica e mancata promozione. Quest’ultima arriva grazie alla stagione 84/85, nella quale Çolak è il miglior marcatore della categoria con ben 25 gol all’attivo. Il 4 Aprile 1984 esordisce anche in Nazionale: si gioca un’amichevole ad Istanbul tra la Turchia e l’Ungheria che però vede i padroni di casa soccombere per 6 a 0.

Tornato nella Türkiye 1.Lig, la stagione 85/86 è ricca di soddisfazioni sia personali che di club. Tanju riesce a mettere a segno la bellezza di 33 reti in campionato, trascinando letteralmente il Samsunspor al terzo posto in classifica. A 23 anni è uno degli attaccanti migliori del calcio turco, fra i più corteggiati dai grandi club nazionali e internazionali anche grazie al terzo posto conquistato alla Scarpa d’oro 1986 (vinta dal “cigno di Utrecht” Marco Van Basten).

L’exploit si ripete in maniera pressoché identica l’anno dopo; Samsunspor nuovamente (e clamorosamente) terzo in classifica e Tanju per la seconda volta di seguito capocannoniere in Türkiye 1.Lig (25 gol). Çolak adesso è pronto per una nuova avventura: il Galatasaray lo porta a giocare nella Capitale.

La stagione 1987/88 è memorabile per Tanju. Arriva ad Istanbul in una grande squadra come il Galatasaray, che gli assicura uno stipendio top per i club turchi. Inizia a segnare a ripetizione dalla seconda giornata. Infatti, il 29 Agosto 1987, nel 3 a 1 del Galatasaray contro il Sakaryaspor mette a segno una doppietta, il secondo gol è magistrale. Dopo una sponda di testa di un compagno, Tanju stoppa la palla di petto se la alza e grazie ad una rovesciata perfetta insacca. Non smette più di segnare (addirittura 8 doppiette…). A fine stagione porta al trionfo in campionato il Cimbom, realizzando la cifra record di 39 gol, laureandosi così per la terza volta consecutiva capocannoniere. È entrato nella storia del calcio turco, è il calciatore che ha segnato più gol in una stagione e, al fotofinish, supera John Eriksen del Servette. Çolak è la Scarpa d’oro 1988, conquista così il massimo riconoscimento europeo per un bomber: a 25 anni è all’apice della sua carriera. Il 5 Giugno nella finale contro il Sakaryaspor vinta per 2 a 0, conquista la Supercoppa Turca (Turkcell Süper Kupa), il suo secondo trofeo di questa incredibile stagione.

Nel 1988/89 il Galatasaray gioca la Coppa dei Campioni, Tanju è alla sua prima esperienza in una competizione europea. Esordisce il 5 Ottobre del 1988 nella partita vinta dal Galatasaray contro il Rapid Vienna; apre le marcature al 52° minuto, 2 a 0 il risultato finale che consente alla squadra di Istanbul di accedere agli Ottavi di finale.

Tanju e compagni se la devono vedere contro il Neuchâtel Xamax. Il 26 Ottobre si gioca in Svizzera davanti ad uno Stade de la Maladière al gran completo, con tantissimi tifosi turchi presenti. La partita è avvincente, occasioni per entrambe le squadre, ma alla fine a spuntarla con un roboante 3 a 0 sono gli svizzeri, convinti di avere un piede e mezzo nei quarti. Ma se la devono vedere con Çolak…il 9 Novembre il ritorno si gioca ad Istanbul davanti a 35.000 spettatori, lo stadio Ali Sami Yen è una bolgia. Tanju è determinato, spietato davanti alla porta. Segna una tripletta nel 5 a 0 finale!

Inaspettatamente il Galatasaray giunge ai quarti di finale, dove se la deve vedere con il Monaco del giovane talento liberiano George Weah. La partita d’andata si gioca nel Principato il 1° Marzo 1989 (anche in questo caso lo stadio è pieno di tifosi turchi), il Galatasaray si impone per 1 a 0, gol di Tanju. Il ritorno, giocato al Müngersdorfer Stadion di Colonia, vede 70.000 tifosi del Galatasaray gremire le tribune. La possibilità di arrivare alle semifinali di Coppa Campioni è storica. Tanju e co., con il pareggio per 1 a 1, riescono nell’impensabile impresa.

Il 5 Aprile 1989 si gioca la semifinale d’andata contro lo Steaua Bucarest in Romania. Il risultato è impietoso: il tabellino recita 4 a 0 per la squadra di Gheorghe Hagi. Tanju, diffidato, si fa ammonire al minuto 71. Costretto a saltare il ritorno (1 a 1), abbandona insieme al Galatasaray il sogno di arrivare in finale.

Il bilancio stagionale per Çolak è comunque positivo sul campo, un po’ tribolato per quanto concerne la vita privata: “Non è certo la prima volta – e non sarà nemmeno l’ultima – che un calciatore scappa con una donna, ma in Turchia non era mai successo. I tifosi sono in subbuglio, i giornali sparano grandi titoli in prima pagina. Anche perché il calciatore in questione, Tanju Çolak, è il più famoso della Turchia. Lo scorso anno l’attaccante è arrivato in semifinale di Coppa Campioni con il suo club di Istanbul: per scongiurare fughe all’estero, la sua società gli ha accordato quest’anno un contratto principesco, un miliardo per due anni, record per la Turchia. Ma da allora sono iniziate le disgrazie: Çolak si è dapprima infortunato (e così il Galatasaray è eliminato dalla Coppa Uefa al primo turno), poi si è invaghito di Hlya Avsar, famosa artista turca. E così, con la scusa di una visita specialistica a Monaco, l’attaccante è scappato in Germania in compagnia della bella Hlya, lasciando in lacrime ad Istanbul la moglie Aysu e il figlioletto Anil di 3 anni. Il Galatasaray ha messo subito fuori rosa Çolak, comminandogli anche una multa di 20 milioni di lire”.

Questo il resoconto della scappatella del bomber turco che ha messo in subbuglio l’ambiente morigerato del calcio turco.

La stagione 89/90 vede Tanju comunque protagonista con 19 reti in 24 presenze, ma il Galatasaray alla fine si piazza solamente 4° in classifica fuori da qualsiasi competizione europea. L’anno dopo i giallorossi di Istanbul riescono a piazzarsi al secondo posto (qualificati in Coppa UEFA), Tanju realizza 31 reti in campionato (capocannoniere del torneo per la quarta volta) e riesce a vincere la Türkiye Kupasi (la Coppa nazionale), in finale contro l’Ankaragücü dopo i tempi supplementari. Con il 3 a 1 dell’8 Maggio del 1991 Çolak si aggiudica un altro titolo e dice addio al Galatasaray.

Infatti per la stagione 1991/92, la società propone a Tanju (a 29 anni) di ridursi lo stipendio (circa 1 miliardo di Lire turche). Dopo accese discussioni con la dirigenza, durante le quali si è tentato di ricucire lo strappo, si è fatto avanti il Fenerbahçe offrendogli la bellezza di 4,5 miliardi di Lire turche. Çolak accetta, andando così a giocare al Şükrü Saracoğlu. Con il Fenerbahçe conquista il secondo posto in classifica e mette a segno 23 gol. L’anno dopo i “canarini” arrivano solamente quinti, ma Tanju con 27 reti si laurea per la quinta volta capocannoniere. Anche questo è un record per il calcio turco.

Ma durante il Dicembre del 1992 giungono notizie su uno scandalo che avrebbe rovinato la sua fantastica carriera: Tanju è stato accusato di aver acquistato consapevolmente una Mercedes 550CL rubata che era stata contrabbandata dalla Germania senza la corretta documentazione. A fine stagione si trasferisce all’İstanbulspor club che milita nella serie cadetta, ma durante il mese di Luglio del 1994 viene condannato definitivamente a 4 anni e otto mesi (poi ridotti a 22 mesi). Grazie alla sua collaborazione nelle indagini (ed a una grazia) esce dal carcere il 24 Febbraio 1995.

Negli anni successivi è rientrato nel mondo del calcio come dirigente e allenatore, ma ha continuato ad avere problemi con la giustizia di vario tipo. Si è candidato in politica, prima con il partito di estrema destra turco (braccio politico dei “lupi grigi”) Milliyetçi Hareket Partisi, poi con il partito del Presidente Erdogan, Adalet ve Kalkınma Partisi. In entrambi i casi con scarsi risultati.

In più interviste non si è mai sottratto nel commentare la sua movimentata vita, ma chiedendogli quale fosse il suo più grande rimpianto ha risposto in maniera provocatoria: “Perdere i capelli”. Nel 2016 l’IFFHS lo ha incluso tra le 48 leggende del calcio mondiale.