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Protesta LGBTIQ in Austria, la Nazionale femminile del Vaticano deve abbandonare la partita

di Marco PICCINELLI (foto ORF)

È accaduto sabato 22 giugno 2019 a Vienna, durante quella che doveva essere l’amichevole fra la rappresentativa nazionale femminile di Città del Vaticano contro la squadra austriaca FC Mariahilf. Partita mai disputata.

Mentre veniva riprodotto l’inno vaticano, le giocatrici della squadra avversaria si sono scoperte la schiena e la pancia mostrando dei messaggi antiabortisti, per il diritto di scelta della donna e scritte LGBTIQ «in polemica con le posizioni della Chiesa», ha scritto Sergio Centofanti di ‘Vatican News’.
I funzionari vaticani presenti hanno interpretato il gesto come un affronto e hanno annullato la partita: «La nazionale non disputerà la partita perché siamo qui per lo sport, non per ricevere messaggi politici o di altra natura», ha dichiarato Danilo Zennaro, rappresentante vaticano, a ‘Orf’, emittente radiotelevisiva nazionale austrica. All’evento era presente anche il nunzio in Austria monsignor Pedro Lopez Quintana.

Anche il presidente dell’FC Mariahilf, Ernst Lackner, ha dichiarato, tuttavia, come le giocatrici della
propria squadra abbiano sbagliato il contesto della protesta: «Non è questo il contesto adatto per
protestare riguardo l’aborto o come dovrebbe essere condotta la propria vita: io e il mister non ci
capacitiamo ancora di quel che è successo ma prenderemo sicuramente provvedimenti».

Tutto è partito da quella che doveva essere un’amichevole in occasione del ventennale della Fc Mariahilf. Dopo che le due rappresentative sono arrivate a metà campo per scambiarsi gagliardetti  e presenti a vicenda, sono iniziate le prime critiche da parte dei rappresentanti vaticani. Secondo Lackner: «alcune bandiere arcobaleno sugli spalti sono state interpretate come supporto al movimento LGBTIQ» così come le bandierine del calcio d’angolo con gli stessi colori.
Una giocatrice vaticana, mentre lasciava il campo, ha dichiarato: «Non ci aspettavamo di far saltare l’intera partita».