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Justin Fashanu: la storia del primo calciatore professionista dichiaratamente gay

di Fabio BELLI

Probabilmente a Brian Clough, icona degli allenatori inglesi, non sarebbe piaciuto essere considerato un antesignano di Josè Mourinho anche se le analogie, soprattutto mediatiche, sono abbondanti. Sicuramente “Cloughie” era meno ammiccante nei comportamenti con stampa e pubblico anche se, per primo, aveva intuito le grandi potenzialità del baraccone tenuto su da stampa, tv, etc. Di sicuro il tecnico due volte campione d’Europa con il Nottingham Forest aveva un gusto per la battuta ruvida, secca e fulminante senza eguali.

Così quando si decise a discutere una certa situazione con Justin Fashanu, attaccante acquistato a peso d’oro dal Forest dal Norwich City nel 1981 ed in piena crisi d’identità in campo e fuori, incapace di sobbarcarsi l’oneroso ruolo di stella della squadra, come al solito non andò troppo per il sottile. Il dialogo, all’interno dell’ufficio di Clough, si svolse più o meno così, come raccontò lo stesso giocatore:

Clough: “Ragazzo, dove vai se devi comprare un taglio di carne?”
J. Fashanu: “Dal… macellaio, credo.”
C: “E se vuoi comprare del pane, dove te ne vai?”
JF: “Dal fornaio.”
C: “E allora per l’amor di Dio, perché continui ad andare in quei locali per finocchi?”
Il che, nella sua logica stringente, fa capire esattamente quale fosse il “problema” imputato a Fashanu che, in quel momento, cercava di conquistare la personalità magnetica di Clough nascondendo una verità che poi fece emergere alla luce del sole pochi anni dopo: fu infatti il primo calciatore professionista, per giunta di una certa fama, a dichiararsi gay.

E se la questione “calcio ed omosessualità” è ricoperta tutt’oggi da una fitta coltre di omertà ed imbarazzo nell’ambiente, immaginate all’epoca, ormai oltre trent’anni fa, quanto la cosa fosse d’impatto. Nella sua autobiografia Clough espresse profondo rimorso per non aver saputo essere psicologicamente vicino a Fashanu, forse troppo ingenuo nel dichiararsi in un ambiente come quello del football professionista che riversò su di lui una valanga di pura ostilità. Con il passaggio al Nottingham Forest, Fashanu era diventato ad appena vent’anni il primo calciatore nero britannico a valere più di un milione di sterline sul calciomercato. Ancora teenager aveva realizzato 35 reti con la maglia del Norwich in prima squadra (realizzando nel 1980 il “Gol dell’anno” in First Division contro il Liverpool) e sembrava davvero poter essere la “Next Best Thing” del calcio d’Oltremanica. Ma lo scarso rendimento al Forest nascondeva difficoltà psicologiche, per la sua omosessualità tenuta nascosta, che lo avrebbero poi portato solo alla fine degli Anni ’80 al coming out.

La carriera di Fashanu precipitò velocemente in seguito alle incomprensioni con Clough: dopo qualche stagione dal rendimento appena discreto con il Notts County, i rivali cittadini del Forest, arrivò a cambiare ben 12 squadre nei successivi 10 anni di carriera toccando nel suo peregrinare Stati Uniti, Canada, Scozia e Svezia. Questo fino a quando si dichiarò ufficialmente gay appena prima delle due annate passate al Torquay United. L’impatto per la sua vita, già consumata tra eccentricità varie e finanze sistematicamente sperperate, fu devastante: fu rinnegato anche dal fratello John (celebre attaccante vincitore di una FA Cup con il Wimbledon) e abbandonato da tutti finì per ritrovarsi coinvolto in un’accusa di violenza carnale ai danni di un ragazzo diciassettenne del Maryland, negli USA. Nonostante negli anni successivi emerse una carenza di prove, Fashanu non resse alla vergogna delle accuse e si suicidò nel 1998, all’interno della sua casa nei sobborghi di Londra. Il suo nome è però ancora ricordato nella comunità gay tra i personaggi pubblici più influenti e coraggiosi nella lotta per i pari diritti.