Juan Antonio Pizzi: il “Pichichi” del Tenerife diventato CT (VIDEO)

di Alessandro IACOBELLI

La globalizzazione del calcio è ormai consuetudine. Nella multi etnicità di questo meraviglioso sport può allora capitare di vedere un argentino, anzi spagnolo, in Arabia Saudita. Il suo nome è Juan Antonio Pizzi. Certo, l’apparizione della nazionale bianco-verde ai Mondiali russi non è stata proprio entusiasmante. La perla del pedagogista De Cubertin risulta quindi più che mai adatta.

Eppure il buon Juan è stato capace di portare il Cile sul tetto della Copa America nel 2016. La gavetta è un suo marchio di fabbrica. Forse una scusa per girare il mondo. Guida in principio il Colon in Argentina per poi visitare gran parte del Sud America tra Perù e Cile. Allena con alterne fortune USM Porres, S. Morning e CD Universidad Catòlica. Nel 2011 il ritorno nella terra madre al timone di Rosario prima e San Lorenzo poi. Dal gennaio 2014 sposa il progetto del Valencia. Il ritorno in Liga dura però solo sei mesi con un feeling mai nato realmente. Torna in sella volando in Messico al comando del León.

La chiamata della svolta deve ancora giungere. Nel febbraio 2016 ecco la federazione cilena. La seconda Copa America è un obiettivo non troppo nascosto. Il 4-3-3 è ordinato, aggressivo e pure spettacolare. Vidal, Vargas e Sanchez sono dei fattori a dir poco rilevanti. La finale con l’Argentina è una maratona. Pareggio a reti bianche nei tempi regolamentari. Si va spediti ai calci di rigore dove sbagliano Vidal e Messi e Biglia. Decisivo il penalty realizzato da Silva che porta in paradiso Bravo e compagni.

Una vita da bomber. Sì perché da calciatore riusciva ad incutere timore a tutte le difese avversarie. La stagione più esaltante risale al 1995-1996 con 31 autografi nel Tenerife. Il titolo del “Pichichi” vale quasi come un pallone d’oro nell’immaginario collettivo iberico. Tanta gloria portano Pizzi dritto verso il monumentale stadio Camp Nou per la causa del Barcellona. In squadra con Guardiola, Figo ed il “fenomeno” Ronaldo trovare visibilità non è una passeggiata di salute. Ciononostante Juan Antonio vede il campo ben 49 volte in totale (tra Liga, Copa del Rey, Coppa delle Coppe e Supercoppa) centrando il bersaglio in 16 circostanze.

La freschezza atletica abbandona il bomber nato Santa Fe nelle successive annate. Esplora, senza fortuna, altri lidi. Combatte la nostalgia dell’Argentina accasandosi al River Plate. Riscopre le radici con il Rosario Central per poi atterrare fugacemente ad Oporto. La patria del flamenco gli concede la passerella finale nel Villareal.

Ecco dunque la storia di Juan Antonio Pizzi, il “Pichichi” del Tenerife diventato Commissario Tecnico.

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