Hekari United, i migliori dei peggiori

di Fabio Belli

Il 2010 è stato l’anno dei sogni per chi tifa Inter. A coronamento del leggendario “triplete”, con Coppa Italia, Scudetto e Champions League conquistati dai nerazzurri allora allenati a José Mourinho nel mese di maggio, arrivarono i sigilli della Supercoppa Italiana e soprattutto nel Mondiale per Club, quando il testimone di quella squadra passò, solo per pochi mesi, a Rafa Benitez. Quella del 2010, disputata negli Emirati Arabi, fu un’edizione dell’ex Coppa Intercontinentale molto particolare. Per la prima volta lo scontro per la vittoria finale non fu tra l’Europa e il Sudamerica: una delle squadre di club con maggiore tradizione del continente africano, i congolesi del Mazembe, riuscì nell’impresa di eliminare l’Internacional de Porto Alegre in semifinale. La riforma fortemente voluta dalla FIFA andò a compimento, e quella che era fino ad allora considerata una mera formalità, divenne un torneo davvero aperto a tutte le confederazioni. L’Inter conquistò facilmente il titolo, ma una strada era stata aperta.

L'Hekari United, campione d'Oceania nel 2010

L’Hekari United, campione d’Oceania nel 2010

A ben vedere, però, quell’edizione del Mondiale per Club fu contrassegnata anche da una clamorosa prima volta. Alla competizione partecipò infatti, come da regolamento, anche la squadra campione di Oceania: la grande novità era che non si trattava di un club neozelandese, nazione che dominava la scena da quando l’Australia era passata, sia con la Nazionale che con i suoi club, alla confederazione asiatica. A sbarcare ad Abu Dhabi infatti era l’Hekari United, la prima (e finora l’unica) formazione a vincere la Champions League asiatica, proveniente da Papua Nuova Guinea.

Papua Nuova Guinea è stata a lungo la nazione più popolosa del mondo nella posizione più bassa del ranking FIFA: questo primato ultimamente le è stato scippato dalla Somalia, paese però che risente della grave situazione politica interna, che in alcuni casi non ha permesso alla federazione locale neppure di organizzare un campionato nazionale. In un continente come l’Oceania in cui il calcio è surclassato dal rugby, Papua Nuova Guinea vive poi particolarità tutte sue. Lo sport più praticato (addirittura dal 50% dei giovani locali secondo una recente indagine) è il Rugby a 13, variante di quello classico con 15 giocatori (chiamato Rugby Union, mentre in questo caso si tratta di Rugby League), nel quale Papua Nuova Guinea è addirittura al quarto posto nel ranking mondiale.

Il calcio è abbastanza in fondo nei cuori e nei pensieri della gente, tanto che un campionato semi-professionistico viene organizzato solamente dal 2006, e prima di allora l’attività era considerata puramente amatoriale. Eppure, in una nazione legata alla terra e ricca ancora di fascino e di mistero, in cui le tribù di nativi sono spesso ancora legate a tradizioni quasi millenarie, nella capitale Port Moresby l’Hekari United rappresenta quanto di più vicino a un club professionistico possa esserci nel mondo del football. La squadra è di giovanissima costituzione, ed è stata fondata proprio per regalare alla nazione un club capace di fare da traino per la costituzione del nuovo campionato nazionale, vinto sette volte dall’Hekari dalla sua costituzione, appunto nel 2006.

Ma l’incredibile exploit avvenne nel 2010, quando il 17 aprile a Port Moresby nella finale di andata della Champions League dell’Oceania, l’Hekari travolse con un clamoroso 3-0 i favoriti neozelandesi del Waitakere United. L’1-2 al ritorno non cambiò un pezzo di storia: una squadra a fortissima caratterizzazione indigena si era imposta nel più prestigioso torneo continentale. Accolti tra gli onori della nazione con le caratteristiche corone di fiori, i ragazzi dell’Hekari erano probabilmente consapevoli di aver scritto una pagina di storia, pur nell’applauso smorzato del pubblico neozelandese: benché fu una scena quasi commovente vedere i vincitori intonare “campeones, campeones” alla stregua del Real Madrid, lo scenario dello stadio del Waitakere dimostrava benissimo quale fosse il reale impatto del calcio, a livello di popolarità, nel continente oceanico.

L’Hekari United ha comunque raggiunto gli Emirati Arabi, anche se l’avventura al fianco dei campioni d’Europa e del Sudamerica è durata il tempo della sfida preliminare contro i padroni di casa dell’Al Wahda, persa 3-0. Ma nel paese delle mille tribù e degli stregoni, c’è stato un anno in cui il calcio si è guadagnato le prime pagine dei giornali. E all’Hekari United hanno assaporato la gioia di essere finalmente i migliori… dei peggiori.