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Calcio popolare, l’intervista | Diego Alejandro Cubillos tra i Drughi del Lebowski

di Marco PICCINELLI

Diego Alejandro Cubillos. Il nome potrebbe non dire nulla, ma a coloro che si cibano di dilettantismo o di calcio di nicchia, come il sottoscritto, Cubillos fa rima con certezza del gol.
O, comunque, alle orecchie di chi ascolta il suo nome, rievoca il passato della Pianese, della doppia promozione sfiorata, della parentesi alla (fu) Unione Venezia, di Sangimignano, ma soprattutto, di Mister David Sassarini. Veterano di Serie D ed Eccellenza, ora approda al Centro Storico Lebowski.

Ormai consolidata realtà fiorentina di ‘un’altra idea di calcio’, Cubillos sposa il progetto dei drughi fiorentini accettando di ‘scendere’ in Promozione’ ma quest’anno Cubo è diventato padre, dunque il fattore vicinanza famiglia-squadra diventa molto importante. In più: «col Sangimignano non ci siamo trovati per un accordo, dunque ho sposato il progetto del Lebowski e vorrei provare a far salire di categoria la squadra». Una sfida, per un veterano di Serie D ed Eccellenza, anche se c’è stata subito intesa coi drughi fiorentini: «i ragazzi del Lebowski mi sono piaciuti subito».

Lebowski, però, significa anche appartenenza politico-sociale: «Mi sono ritrovato col loro punto di vista della strutturazione della squadra» e del calcio dal basso tuttavia «non sono attivo politicamente». Certo è che il Lebowski ha conquistato il cuore di Diego Cubillos: «la squadra è davvero composta da una famiglia di ragazzi che giocano a calcio e che collaborano alla gestione della squadra: mio fratello, ad esempio, gioca a Futsal con l’altra squadra grigionera ed è allenatore dei bambini».

Lo scorso settembre, poi, il Lebowski è diventato formalmente una Società Cooperativa dilettantistica per azioni, ovvero: ognuno è proprietario del club: chiunque può diventare socio e contribuire alla vita della propria squadra: “se in tanti danno poco, il club ha un futuro garantito e una base solida su cui programmare”. «E poi, continua Diego, vedere un pubblico così tutte le domeniche in promozione è uno spettacolo: tifano la squadra per novanta minuti!». E sì che lui di stadi ne ha visti parecchi.

Con lui, tuttavia, ci soffermiamo su due episodi della sua vita: Pianese e Venezia. Piancastagnaio, campo in terra battuta, allenatore Davide Sassarini: doppia promozione sfiorata e Cubillos che inanella 28 gol in due anni (13 in Eccellenza, 15 in Serie D), vale a dire in 56 presenze. Con il Mister si instaura un rapporto particolare: quando viene chiamato ad allenare il Venezia, Cubo va in laguna e indossa i colori arancioneroverdi. Prima, però, giocava al San Donato, Sassarini si invaghisce di lui e lo alza di posizione: «la mossa giusta», secondo Cubillos. I risultati ne sono testimoni.

«Il rapporto che è andato instaurandosi con lui [Sassarini] – spiega Cubillos – è stato quasi da “padre-figlio”, ci sentiamo tutt’ora ed è una cosa molto positiva».
La Pianese? Un momento bellissimo: «Ho ricordi bellissimi, sono stati due anni di vittorie e il secondo anno ci sfuggì la finale play-off di un soffio. Sono stato benissimo: non era una piazza conosciuta ma abbiamo saputo creare una comunità attorno alla squadra e c’era sempre gente che veniva a vedere la partita». Ovviamente il pubblico non è paragonabile con quello grigionero, ma le basi sono state gettate, ed ora Piancastagnaio è piazza di rilievo nel dilettantismo toscano.

Poi la svolta veneziana. Sassarini inanella risultati positivi e porta con sé Cubillos e Biagini, tuttavia, ad un certo punto la dirigenza cambia tutto e si arrivò all’esonero del mister preferendo uno più esperto, Favarin. Cubillos se ne andò, come anche la pattuglia toscana arrivata in laguna ma i tifosi non dimenticarono quanto fatto da Sassarini: la domenica successiva del suo esonero coprirono il settore con uno striscione su cui era stato pennellato il suo detto per cui non si può sempre usare il fioretto: a volte va usata la spada. «Sto cercando di portare quella mentalità lì al Lebowski» e, dati gol segnati, sembra ci sia riuscito.

La prima partita col Lebowski? «Quella persa in Coppa, in cui la prima cosa che ho pensato è stata ‘mamma mia che figura di merda’, sono arrivato qui che volevo vincere tutto e invece guarda qua!».

Ma Diego Cubillos è extra-ordinario per la Promozione e, nonostante i play-off sfiorati anche stavolta, il cecchino decisivo per l’attacco grigionero è stato lui. “Cubo” tra i drughi: “Vorrei far salire di categoria il Lebowski