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Al Shoaibi e l’angelo della morte: una leggenda metropolitana in Arabia Saudita (VIDEO)

di Fabio BELLI

Tra le varie leggende metropolitane del web c’è una storia particolarmente misteriosa che per diverso tempo ha appassionato la rete e YouTube in particolare: il caso di Al-Shoaibi e l’angelo della morte.

IL VIDEO SUL CASO DI AL-SHOAIBI NELLA SECONDA PUNTATA DI FOOTBALL MYSTERY

Lo scenario è particolarmente di nicchia: il 20 ottobre del 2005 si sta giocando una partita valevole per la Coppa del Re dell’Arabia Saudita, una competizione equivalente alla FA Cup inglese. In campo c’è un club di seconda divisione, l’Hajer, che affronta un’altra formazione locale, l’Al-Raed. Un normale incontro, neanche di primo livello, tra due formazioni arabe. Dopo un contrasto a centrocampo accade però qualcosa di particolarmente strano: Abdulrahman Al-Shoaibi, calciatore saudita dell’Hajer, è preda di un comportamento inspiegabile dopo un duro scontro nel quale subisce un violento colpo al lato della testa. Cade a terra facendo una capriola all’indietro, sembra rialzarsi subito ma poi si getta a terra a peso morto, fa un’altra capriola e comincia a camminare all’indietro, come posseduto. Dopo un’altra giravolta all’indietro resta con la schiena inarcata e poi ricade in avanti di peso, svenuto.

L’arbitro richiama i soccorsi e i calciatori, sia i compagni di squadra sia gli avversari, si allarmano: nessuno ha mai visto prima una cosa del genere. Al-Shoaibi non si sta lamentando, non sembra in sé eppure cammina e produce movimenti decisi, quasi violenti. Qualcuno ipotizza delle convulsioni, ma queste di solito portano a movimenti incontrollati del corpo o degli arti impedendo di muoversi liberamente. In questo caso, Al-Shoaibi riesce addirittura a produrre delle vere e proprie acrobazie, e non si comprende quale fenomeno fisico possa averle provocate.

La partita non ha grande diffusione e il filmato approda su YouTube addirittura anni dopo e senza alcuna spiegazione, con un’inquietante didascalia in arabo, poi tradotta in inglese: “Calciatore preso dall’Angelo della Morte”. Nasce la leggenda metropolitana che racconta come il giocatore, al tempo ancora non identificato, stesse lottando contro qualcosa di sconosciuto fino a stramazzare morto a terra, sconfitto da chissà quale forza del male. Decisamente inquietante, ma sul web c’è chi prova a far luce sulla vicenda, e ci riesce.

Innanzitutto, il calciatore viene come detto identificato in Abdulrahman Al-Shoaibi e si scopre che fortunatamente non è affatto morto dopo l’incidente subito in campo, né tantomeno si è ritrovato a lottare contro qualche forza oscura apparsa dal nulla. Il violento colpo incassato ha causato in lui un attacco di una particolare forma di epilessia, chiamata “cursive epilepsy” che provoca convulsioni molto particolari e involontari attacchi che portano a correre in maniera incontrollata. Spesso chi ne soffre può essere affetto anche da attacchi di quella che nei manuali viene chiamata “gelastic epilepsy”, che causa invece crisi di risate incontenibili. Queste convulsioni particolari possono essere provocate da stimoli precisi e in particolare da traumi alla testa, proprio come il colpo alla tempia subito da Al-Shoaibi.

Dopo i soccorsi in ospedale, Al-Shoaibi si è ripreso senza ricordare nulla della strana lotta contro una forza misteriosa inscenata sul campo. Addirittura, è tornato in campo nelle partite immediatamente successive dell’Hajer, anche se dopo ulteriori controlli è stato costretto al ritiro. La sua storia ha appassionato per anni il web, con le più fantasiose ipotesi sul suo comportamento che si sono rincorse prima che venisse ricostruita finalmente la verità con relativo lieto fine.